METALMECCANICA PMI CONFIMI: accordo economico 17/11/2020



Firmato il 17/11/2020, tra CONFIMI IMPRESA MECCANICA e FIM-CISL, UILM-UIL l’adeguamento economico del CCNL della piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica e della installazione di impianti scaduto il 31/5/2019


Le Parti, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL Metalmeccanica Pmi Confimi scaduto il 31/5/2019 e in regime di ultrattività, hanno confermato la volontà di addivenire ad una rapida conclusione.
Nel frattempo, hanno ritenuto indispensabile definire quanto segue per la parte economica del CCNL in vigore:
Minimi tabellari:
I minimi tabellari della classificazione unica, comprensivi dell’Elemento distinto della retribuzione, ragguagliati a mese, con decorrenza 1/6/2020, sono quelli riportati nella tabella che segue.






























Livello

Minimo

2.555,05
2.298,21
2.113,00
1.969,07
1.835,89
1.714,05
1.642,32
1.481,00
1.341,00


Per i mesi di giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre 2020 ai lavoratori in forza il 17/11/2020 con la retribuzione di dicembre 2020, o con le competenze di fine rapporto in caso di cessazione precedente a tale mese, saranno erogati, in una unica soluzione, gli incrementi sui minimi tabellari mensili decorrenti da giugno, con espressa esclusione di qualsiasi ricalcolo sugli istituti diretti e indiretti della retribuzione, eccettuato il T.F.R.
Di conseguenza, l’importo complessivo degli incrementi da corrispondere da giugno a ottobre 2020 verrà riproporzionato per i lavoratori assunti durante tale periodo, in base ai mesi di occupazione.
Ai lavoratori inquadrati nella la categoria spetta un sovraminimo collettivo di categoria, pari a 5,16 euro lordi mensili.
Ai lavoratori inquadrati nell’8.a e nella 9.a categoria spetta un elemento retributivo di 59,39 euro lordi mensili.
Gli aumenti dei minimi tabellari non potranno assorbire aumenti individuali o collettivi salvo che:
– siano stati concessi con una clausola espressa di assorbibilità;
– siano stati riconosciuti a titolo di anticipo sui futuri aumenti contrattuali.
In fase di rinnovo del contratto nazionale le parti sono impegnate a concordare i valori economici a definizione di ogni eventuale rivendicazione riguardante la vacanza contrattuale.
Aziende in crisi
Le Parti riconoscono la necessità di individuare strumenti utili ad affrontare le situazioni di crisi che possono presentarsi a svantaggio delle imprese e dei lavoratori.
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, per stato di crisi deve intendersi una crisi aziendale che abbia già registrato il pieno utilizzo degli strumenti contrattuali e per la quale le aziende interessate stiano usufruendo degli ammortizzatori sociali conservativi invia di esaurimento o che potrà essere altresì conclamato dall’avvio delle procedure concorsuali.
In tali casi, le intese potranno riguardare una diversa decorrenza degli incrementi dei minimi contrattuali eventualmente definiti. AI termine del periodo di differimento i minimi contrattuali dovranno essere riallineati agli importi previsti dal CCNL.
La definizione delle intese suddette avverrà in base alla seguente procedura:
– l’azienda interessata invierà all’Associazione territoriale aderente a Confimi Impresa la proposta di differimento;
– l’Associazione territoriale si attiverà con le Organizzazioni sindacali territoriali per illustrare la proposta ed avviare un confronto.
Resta peraltro inteso che gli accordi non potranno intervenire in modo definitivo sui minimi retributivi, sugli aumenti periodici di anzianità e sui diritti individuali derivanti da norme inderogabili.