Lavoratori impatriati: opzione per l’estensione del regime agevolato


L’opzione che consente di estendere il regime agevolato dei lavoratori impatriati per ulteriori cinque anni, introdotta dal cd. “decreto Crescita”, può essere esercitata dal 1° gennaio al 30 giugno dell’anno successivo al termine del primo quinquennio di fruizione dell’agevolazione. (Agenzia delle Entrate – Risposta 12 ottobre 2021, n. 703).

Il caso riguarda il periodo in cui è possibile esercitare l’opzione per estendere di ulteriori cinque anni la fruizione del regime speciale per i “lavoratori impatriati”.
Nella fattispecie, il contribuente è un cittadino italiano, rientrato in Italia con la famiglia il 15 aprile 2019 alle dipendenze di una società con la qualifica di managing director, e fruisce del regime per i “lavoratori impatriati dal periodo d’imposta 2019.
Intende esercitare l’opzione per estendere l’agevolazione di ulteriori cinque anni al termine del primo quinquennio di fruizione dell’agevolazione.
Avendo due figlie, di cui la minore compie 18 anni nel luglio 2021, si chiede se l’opzione può essere validamente esercitata entro luglio 2021.

Il regime agevolato per i lavoratori impatriati prevede una tassazione agevolata per i redditi di lavoro prodotti in Italia da soggetti che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato a condizione che:
– non siano stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnino a risiedere in Italia per almeno due anni;
– l’attività lavorativa sia svolta prevalentemente nel territorio italiano.
L’agevolazione si applica a decorrere dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza nel territorio dello Stato, e per i quattro periodi successivi.
È possibile estendere la fruizione del regime agevolato per ulteriori cinque anni, con tassazione nella misura del 50 per cento del reddito imponibile (10 per cento se il soggetto ha almeno tre figli minorenni o a carico), in presenza di specifici requisiti quali, alternativamente:
– avere almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo, oppure
– l’acquisto di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia direttamente da parte del lavoratore oppure da parte del coniuge, del convivente o dei figli, anche in comproprietà, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento.
L’opzione per estendere la fruizione del regime agevolato per ulteriori cinque anni, può essere esercitata altresì dalle persone fisiche che:
a) durante la loro permanenza all’estero sono state iscritte all’AIRE ovvero sono cittadini dell’UE;
b) hanno acquisito la residenza fiscale italiana prima del 30 aprile 2019;
c) al 31 dicembre 2019 risultino già beneficiari del regime speciale per i lavoratori impatriati.


L’opzione si perfeziona con il pagamento di un importo commisurato ai redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo agevolabili prodotti nel periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se al momento di esercizio della stessa il lavoratore soddisfa, alternativamente, specifici requisiti: ha almeno un figlio minorenne (anche in affido preadottivo) ovvero è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia dopo il trasferimento, nei 12 mesi precedenti o entro 18 mesi dalla data di esercizio dell’opzione, pena la restituzione del beneficio addizionale fruito, senza applicazione di sanzioni. L’unità immobiliare può essere acquistata direttamente dal lavoratore oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà.

Riguardo al periodo di esercizio dell’opzione, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la stessa non può essere esercitata prima del decorso del primo quinquennio di fruizione dell’agevolazione.
Con riferimento al caso esaminato, dunque, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di esercitare l’opzione nei termini indicati. Considerato che il primo quinquennio agevolato si conclude nel 2023, infatti, l’esercizio dell’opzione potrà essere effettuato a partire dal 1° gennaio 2024 ed entro il 30 giugno 2024, semprechè al momento dell’opzione sussistano le condizioni previste (avere almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo o, alternativamente, essere diventato proprietario di un’unità immobiliare di tipo residenziale dopo il trasferimento nel territorio dello Stato, nei 12 mesi precedenti o nei 18 mesi successivi all’opzione).