Istruzioni sull’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud (1/2)


Si forniscono le prime indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali relativi all’incentivo Occupazione Sviluppo Sud.


L’Anpal, con decreto direttoriale del 19 aprile 2019, ha disciplinato, per le assunzioni effettuate dal 1.5.2019 e fino al 31.12. 2019, l’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud”. Tuttavia, il DL n. 34/2019 nonché il recente decreto direttoriale dell’Anpal del 12 luglio, hanno previsto che l’incentivo possa applicarsi anche per le assunzioni effettuate tra il 1.1.2019 e il 30.4.2019.
Al beneficio possono accedere tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che assumano lavoratori disoccupati vale a dire soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione a misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Sono incentivabili anche le assunzioni di lavoratori, da considerarsi in stato di disoccupazione, il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti.
Quanto al requisito anagrafico, se il lavoratore, alla data di assunzione, ha un’età compresa tra i 16 e i 34 anni (intesi come 34 anni e 364 giorni), ai fini dell’accesso all’agevolazione è sufficiente che lo stesso risulti disoccupato, salve le precisazioni in materia di aiuti di Stato. Il lavoratore che, invece, al momento dell’assunzione incentivata, ha già compiuto 35 anni di età, oltre ad essere disoccupato, deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Fatta eccezione per le ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro in rapporto a tempo indeterminato, il lavoratore, ai fini del legittimo riconoscimento dell’incentivo, nei sei mesi precedenti l’assunzione, non deve aver avuto un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore che lo assume con l’incentivo. Lo sgravio è escluso altresì se il lavoratore, nel periodo in esame, ha avuto un rapporto di lavoro con una società controllata dal datore che lo assume o ad esso collegata o, comunque, facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.


Il beneficio in questione spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una regione “meno sviluppata” -Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – o in una regione “in transizione” – Abruzzo, Molise e Sardegna -, indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore. Nel caso di spostamento della sede di lavoro al di fuori di una delle regioni per le quali è previsto l’incentivo, l’agevolazione non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello del trasferimento. Diversamente, nelle ipotesi di spostamento della sede di lavoro da una regione “in transizione” verso una regione “meno sviluppata” o, al contrario, da una regione “meno sviluppata” ad una regione “in transizione”, l’incentivo originariamente riconosciuto può continuare a trovare applicazione sino alla sua naturale scadenza.
Al fine di garantire la legittima fruizione dello sgravio nelle ipotesi in cui un datore, avente sede legale in una regione diversa da quelle suindicate, assuma lavoratori per una prestazione lavorativa da svolgersi in una unità operativa ubicata nelle suddette regioni meridionali, è necessario che la Struttura INPS competente, a seguito di specifica richiesta da parte del datore di lavoro interessato e dopo aver effettuato i dovuti controlli, inserisca nelle caratteristiche contributive della matricola il codice di autorizzazione “0L”, che, dal 1° gennaio 2018, ha assunto il significato di “Datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operative nei territori del Mezzogiorno”. Quindi, le Strutture territoriali, dopo aver verificato, mediante la consultazione delle comunicazioni obbligatorie, che la prestazione lavorativa si svolge in una sede di lavoro ubicata all’interno delle regioni ammesse, che tale unità operativa risulta regolarmente associata al datore di lavoro e registrata all’interno dell’apposita sezione del “Fascicolo elettronico aziendale” e che il soggetto interessato ha già ricevuto un’autorizzazione alla fruizione dell’agevolazione mediante la compilazione dello specifico modulo telematico, possono attribuire il codice di autorizzazione “0L” con data inizio validità dal mese di instaurazione del rapporto di lavoro incentivato e con fine validità nel mese di competenza gennaio 2021, data ultima per la fruizione dell’agevolazione in trattazione.


Sono incentivabili le assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato – anche a scopo di somministrazione – nonché i rapporti di apprendistato professionalizzante. Il beneficio è riconoscibile anche per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. Nell’ambito delle tipologie contrattuali ammesse, l’incentivo spetta sia in ipotesi di rapporti a tempo pieno che a tempo parziale.
L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro (esclusi premi e contributi dovuti all’Inail), per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per dodici mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione, e fruibile, a pena di decadenza, entro il termine del 28 febbraio 2021. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile è, dunque, pari a 671,66 euro (€ 8.060,00/12) e, per rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di 21,66 euro (€ 671,66/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. In caso di rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto. Nelle ipotesi di trasformazione di rapporti a termine ovvero di stabilizzazione dei medesimi entro 6 mesi dalla relativa scadenza, si applica la previsione normativa relativa alla restituzione del contributo addizionale dell’1,40% prevista per i contratti a tempo determinato.
Con riferimento al periodo di fruizione dell’agevolazione, lo stesso può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo, in tale ipotesi, il differimento temporale del periodo di godimento del beneficio.