Imprese sequestrate o confiscate: sostegno al reddito per i lavoratori sospesi


L’INPS fornisce indicazioni in merito all’erogazione e alla gestione del trattamento di sostegno al reddito, introdotto dall’articolo 1, d.lgs 72/2018, per i lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati a orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate o confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, per le quali è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività.


Con particolare riferimento alle tutele in costanza di rapporto di lavoro, l’articolo 1 del D.lgs n. 72/2018 ha introdotto transitoriamente – per il triennio 2018/2020 – una misura di sostegno al reddito in favore dei lavoratori sospesi o impiegati ad orario ridotto, dipendenti da imprese sequestrate e confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria per cui è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività previsto dell’articolo 41 del D.lgs n. 159/2011, recante il “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia”, e fino alla loro assegnazione o destinazione.
Possono essere ammessi al trattamento anche i dipendenti per i quali il datore di lavoro non abbia adempiuto, in tutto o in parte, agli obblighi in materia di lavoro e di legislazione sociale, purché il rapporto di lavoro sia stato riconosciuto con il decreto di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività di cui all’articolo 41 del D.lgs n. 159/2011 o con altri provvedimenti, anche precedenti, del tribunale o del giudice delegato.
La misura di sostegno, di entità pari al trattamento di integrazione salariale, può essere concessa per la durata massima di 12 mesi nel triennio di operatività della norma (2018- 2020), con riconoscimento della contribuzione figurativa, utile ai fini del diritto e della misura della pensione.
Il trattamento non può essere invece richiesto per i seguenti soggetti:
– lavoratori indagati, imputati o condannati per il reato di associazione mafiosa, per i reati aggravati ai sensi dell’articolo 416-bis.1, primo comma, del codice penale o per reati ad essi connessi;
– il proposto, il coniuge del proposto o la parte dell’unione civile, i parenti, gli affini e le persone con essi conviventi ove risulti che il rapporto di lavoro sia fittizio o che gli stessi si siano concretamente ingeriti nella gestione dell’azienda;
– i lavoratori che abbiano concretamente partecipato alla gestione dell’azienda prima del sequestro e fino all’esecuzione di esso.
Il trattamento deve essere richiesto mediante apposita istanza, da inviare, entro un congruo termine, tramite il portale cigs-online, dall’amministratore giudiziario, previa autorizzazione scritta del giudice delegato o anche dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per le imprese poste sotto la propria gestione, previo nulla osta del giudice delegato.
L’erogazione del trattamento è affidata all’Inps che è altresì tenuto al monitoraggio della spesa. Al fine di garantire il rispetto dei limiti finanziari stabiliti dalla norma e assicurare il costante controllo dei costi, il trattamento pari all’integrazione salariale è autorizzato esclusivamente con il sistema del pagamento diretto.
Ai fini del pagamento del trattamento in costanza di rapporto di lavoro, in “Sistema UNICO”, nell’ambito del codice intervento 333, è stato istituito il seguente nuovo apposito codice evento: – 188 – aziende sequestrate e confiscate – art. 1 D.Lgs. 72/18.
La procedura informatica di gestione dei pagamenti diretti CIG è stata aggiornata per la liquidazione delle prestazioni relative al suddetto nuovo codice evento “188”, con emissione dei pagamenti tramite procedura centralizzata.
Per la corretta compilazione della relativa domanda (mod. SR 40), si evidenzia che la numerazione dei decreti relativi alla misura in argomento non segue quella dei decreti CIGS, essendo gli stessi emanati da una diversa divisione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; conseguentemente, in “sistema UNICO”, i decreti in parola saranno catalogati con cinque cifre di cui le prime due corrisponderanno all’anno, la terza sarà sempre “9” e le restanti due indicheranno il numero di repertorio (cfr. messaggio Inps n. 2679/2019).