Fondo di solidarietà per il trasporto aereo e prestazioni integrative: precisazioni


Si forniscono chiarimenti in ordine alle prestazioni integrative del Fondo di solidarietà del trasporto aereo.


Per la presentazione della domanda di accesso alle prestazioni integrative della misura della mobilità è previsto un termine decadenziale di 60 giorni dalla data di licenziamento. Detta previsione non si applica anche alle prestazioni integrative della misura ASpI/NASpI.
Con riferimento al regime di compatibilità tra la prestazione integrativa della misura dell’indennità ASpI/NASpI e l’indennità di maternità trovano applicazione le stesse regole di compatibilità previste per l’indennità ASpI/NASpI. Quindi, la lavoratrice che entra in maternità durante il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione e della connessa prestazione integrativa del Fondo ha diritto all’indennità di maternità. In tali casi, sia l’indennità di disoccupazione ASpI/NASpI che la relativa prestazione integrativa sono sospese, per riprendere ad essere corrisposte al termine della maternità obbligatoria, per il periodo residuo spettante calcolato al momento della sospensione della prestazione principale ed integrativa. Diversamente, il trattamento di maternità non può essere riconosciuto alla lavoratrice che abbia terminato il periodo di ASpI/NASpI e stia percependo la prestazione integrativa di durata ASpI/NASpI.
Le prestazioni integrative della misura, stante la natura accessoria rispetto alle prestazioni pubbliche di riferimento, sono subordinate alla sussistenza di queste ultime, delle quali ne seguono le sorti. Si precisa che, il regime di compatibilità e cumulabilità delle prestazioni integrative della misura nei casi di rioccupazione del lavoratore. Orbene, considerata la natura accessoria del trattamento integrativo d’importo, la sospensione della prestazione di ASpI/NASpI comporta la sospensione, per il medesimo periodo, anche di quella integrativa del Fondo. Al termine del periodo di sospensione, entrambe le prestazioni saranno nuovamente corrisposte per il periodo residuo spettante al momento in cui sono state sospese. Allo stesso modo, la decadenza della prestazione di ASpI/NASpI determina la decadenza della prestazione integrativa del Fondo. Inoltre, in tutti i casi di rioccupazione, con un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, che dia luogo ad una cumulabilità parziale del relativo reddito col trattamento ASpI/NASpI, la prestazione integrativa del Fondo continua ad essere erogata.
La rioccupazione del lavoratore con contratto a tempo pieno ed indeterminato comporta la decadenza dall’indennità di mobilità, nonché la cancellazione dalle liste di mobilità e, conseguentemente, la decadenza dalla prestazione integrativa del Fondo. In caso di rioccupazione con contratto a tempo determinato o con contratto a tempo parziale (sia a tempo determinato che indeterminato), l’indennità di mobilità e la correlata prestazione integrativa del Fondo sono sospese con conseguente slittamento della data di fine prestazione che, comunque, non potrà essere superiore alla durata della prestazione principale inizialmente prevista. Diversamente, qualora il periodo di tali rioccupazioni sia superiore alla durata del trattamento di mobilità ordinaria, il beneficiario avrà diritto ad un trattamento per un periodo corrispondente alla durata naturale dell’indennità di mobilità decurtata dei mesi già goduti e dei mesi eccedenti.
In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di collaborazione coordinata e continuativa, qualora si configuri una cumulabilità parziale del relativo reddito con l’indennità di mobilità, da circoscrivere ai casi di svolgimento di un’attività con remunerazione pari a 4.800 euro nell’anno solare in caso di lavoro autonomo e 8.000 euro per le collaborazioni coordinate e continuative, la prestazione integrativa del Fondo continua ad essere erogata. In caso contrario, qualora il reddito percepito sia incompatibile con l’indennità di mobilità, in quanto superiore alle soglie di reddito sopra individuate, con conseguente decadenza dalla prestazione principale e cancellazione dalle liste di mobilità, il lavoratore decade anche dal trattamento integrativo.