DL Rilancio: chiarimenti sulla liquidità delle imprese appaltatrici


Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fornito chiarimenti interpretativi circa l’art. 207, D.L. n. 34/2020 relativo alle disposizioni urgenti per la liquidità delle imprese appaltatrici, con particolare riguardo agli ambiti di applicazione della norma e alla disponibilità delle somme da impiegare per l’anticipazione (Ministero Infrastrutture e Trasporti – circolare 12 agosto 2020).

Il Decreto Rilancio ha introdotto, al fine di attenuare le difficoltà economiche determinate alle imprese dall’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del contagio da Covid-19, la possibilità per le stazioni appaltanti di elevare l’importo dell’anticipazione del corrispettivo di appalto fino al 30%, nei limiti e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante.


La portata generale della previsione risponde alla ratio che sorregge il principio di anticipazione delle somme erogate dall’amministrazione al fine di dare impulso all’iniziativa imprenditoriale, assicurando la disponibilità delle stesse nella delicata fase di avvio dei lavori e di perseguire il pubblico interesse alla corretta e tempestiva esecuzione del contratto.


Non avrebbe quindi senso precludere tale facoltà di accesso all’anticipazione per affidamenti di importo inferiore che spesso vedono protagoniste imprese di dimensioni medio piccole e maggiormente tutelate dal legislatore.


L’anticipazione trova applicazione sia alle procedure avviate con pubblicazione di bando o avviso ovvero per le quali siano stati trasmessi gli inviti a presentare offerta, qualora non siano scaduti i relativi termini, che a quelle che saranno indette a decorrere dal 19 maggio 2020 e fino al 30 giugno 2021 e sia per gli appaltatori che abbiano già usufruito di un’anticipazione contrattualmente prevista ovvero che abbiano già dato inizio alla prestazione senza aver usufruito di anticipazione.